{"id":66101,"date":"2018-01-17T10:05:00","date_gmt":"2018-01-17T09:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/wordpress-1214031-6137885.cloudwaysapps.com?p=1126"},"modified":"2026-03-17T15:07:35","modified_gmt":"2026-03-17T14:07:35","slug":"legge-27-luglio-1978-n-392-equo-canone-disciplina-delle-locazioni-immobili-urbani","status":"publish","type":"vademecum","link":"https:\/\/dev.investinitalyrealestate.com\/en\/vademecum\/art\/articoli\/legge-27-luglio-1978-n-392-equo-canone-disciplina-delle-locazioni-immobili-urbani\/","title":{"rendered":"Legge 27 luglio 1978, n. 392 &#8211; Equo Canone. Disciplina delle locazioni di immobili urbani"},"content":{"rendered":"<p>TITOLO I<br \/>\nDel contratto di locazione<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Capo I<br \/>\nLocazione di immobili urbani adibiti ad uso di abitazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 1<\/strong><br \/>\n<em>Durata della locazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La durata della locazione avente per oggetto immobili urbani per uso abitazione non pu\u00f2 essere inferiore a quattro anni. Se le parti hanno determinato una durata inferiore o hanno convenuto una locazione senza determinazione di tempo la durata si intende convenuta per quattro anni. Il disposto del comma precedente non si applica quando si tratti di locazioni stipulate per soddisfare esigenze abitative di natura transitoria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 2<\/strong><br \/>\n<em>Disciplina della sublocazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il conduttore non pu\u00f2 sublocare totalmente l\u2019immobile, n\u00e9 pu\u00f2 cedere ad altri il contratto senza il consenso del locatore. Salvo patto contrario il conduttore ha la facolt\u00e0 di sublocare parzialmente l\u2019immobile, previa comunicazione al locatore con lettera raccomandata che indichi la persona del subconduttore, la durata del contratto ed i vani sublocati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 3<\/strong><br \/>\n<em>Rinnovazione tacita<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il contratto si rinnova per un periodo di quattro anni se nessuna delle parti comunica all\u2019altra, almeno sei mesi prima della scadenza, con lettera raccomandata, che non intende rinnovarlo. La stessa disciplina si applica ad ogni altra successiva scadenza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 4<\/strong><br \/>\n<em>Recesso del conduttore<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8\u00a0in facolt\u00e0 delle parti consentire contrattualmente che il conduttore possa recedere in qualsiasi momento dal contratto dandone avviso al locatore, con lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della data in cui il recesso deve avere esecuzione. Indipendentemente dalle previsioni contrattuali il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, pu\u00f2 recedere in qualsiasi momento dal contratto con preavviso di almeno sei mesi da comunicarsi con lettera raccomandata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 5<\/strong><br \/>\n<em>Inadempimento del conduttore<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Salvo quanto previsto dall\u2019articolo 55, il mancato pagamento del canone decorsi venti giorni dalla scadenza prevista, ovvero il mancato pagamento, nel termine previsto, degli oneri accessori quando l\u2019importo non pagato superi quello di due mensilit\u00e0 del canone, costituisce motivo di risoluzione, ai sensi dell\u2019articolo 1455 del codice civile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 6<\/strong><br \/>\n<em>Successione nel contratto<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi ed i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l\u2019altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest\u2019ultimo. In caso di separazione consensuale o di nullit\u00e0 matrimoniale al conduttore succede l\u2019altro coniuge se tra i due si sia cos\u00ec convenuto<sup>(1)<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) La Corte Cost., con sentenza 7 aprile 1988, n. 404, ha dichiarato: l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del presente comma, nella parte in cui non prevede tra i successibili nella titolarit\u00e0 del contratto di locazione, in caso di morte del conduttore, il convivente more uxorio; l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del terzo comma, nella parte in cui non prevede che il coniuge separato di fatto succeda al conduttore, se tra i due si sia cos\u00ec convenuto; l\u2019illegittimit\u00e0 dell\u2019art. 6, nella parte in cui non prevede la successione nel contratto di locazione al conduttore che abbia cessato la convivenza, a favore del gi\u00e0 convivente quando vi sia prole naturale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 7<\/strong><br \/>\n<em>Clausola di scioglimento in caso di alienazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8\u00a0nulla la clausola che prevede la risoluzione del contratto in caso di alienazione della cosa locata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 8<\/strong><br \/>\n<em>Spese di registrazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le spese di registrazione del contratto di locazione sono a carico del conduttore e del locatore in parti uguali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 9<\/strong><br \/>\n<em>Oneri accessori<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all\u2019ordinaria manutenzione dell\u2019ascensore, alla fornitura dell\u2019acqua, dell\u2019energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell\u2019aria, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonch\u00e9 alla fornitura di altri servizi comuni. Le spese per il servizio di portineria sono a carico del conduttore nella misura del 90 per cento, salvo che le parti abbiano convenuto una misura inferiore. Il pagamento deve avvenire entro due mesi dalla richiesta. Prima di effettuare il pagamento il conduttore ha diritto di ottenere l\u2019indicazione specifica delle spese di cui ai commi precedenti con la menzione dei criteri di ripartizione. Il conduttore ha inoltre diritto di prendere visione dei documenti giustificativi delle spese effettuate. Gli oneri di cui al primo comma addebitati dal locatore al conduttore devono intendersi corrispettivi di prestazioni accessorie a quella di locazione ai sensi e per gli effetti dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/decreti\/DPR\/DPR_633-72.htm\">art. 12 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633<\/a><sup>(<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_392-78.htm#9_1\">1<\/a>)<\/sup>. La disposizione di cui al quarto comma non si applica ove i servizi accessori al contratto di locazione forniti siano per loro particolare natura e caratteristiche riferibili a specifica attivit\u00e0 imprenditoriale del locatore e configurino oggetto di un autonomo contratto di prestazione dei servizi stessi<sup>(<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_392-78.htm#9_1\">1<\/a>)<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Comma aggiunto dall\u2019art. 67, d.l. 30 agosto 1993, n. 331, conv. in l. 29 ottobre 1993, n. 427.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 10<\/strong><br \/>\n<em>Partecipazione del conduttore all\u2019assemblea dei condomini<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell\u2019appartamento locatogli, nelle delibere dell\u2019assemblea condominiale relative alle spese e alle modalit\u00e0 di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d\u2019aria. Egli ha inoltre diritto di intervenire, senza diritto di voto, sulle delibere relative alla modificazione degli altri servizi comuni. La disciplina di cui al primo comma si applica anche qualora si tratti di edificio non in condominio. In tale ipotesi i conduttori si riuniscono in apposita assemblea convocati dal proprietario dell\u2019edificio o da almeno tre conduttori. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del codice civile sull\u2019assemblea dei condomini.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 11<\/strong><br \/>\n<em>Deposito cauzionale<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il deposito cauzionale non pu\u00f2 essere superiore a tre mensilit\u00e0 del canone. Esso \u00e8 produttivo di interessi legali che debbono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 12<\/strong><br \/>\n<em>Equo canone degli immobili adibiti ad uso di abitazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il canone di locazione e sublocazione degli immobili adibiti ad uso di abitazione non pu\u00f2 superare il 3,85 per cento del valore locativo dell\u2019immobile locato. Il valore locativo \u00e8 costituito dal prodotto della superficie convenzionale dell\u2019immobile per il costo unitario di produzione del medesimo. Il costo unitario di produzione \u00e8 pari al costo base moltiplicato per i coefficienti correttivi indicati nell\u2019articolo 15. Gli elementi che concorrono alla determinazione del canone di affitto, accertati dalle parti, vanno indicati nel contratto di locazione. Se l\u2019immobile locato \u00e8 completamente arredato con mobili forniti dal locatore e idonei, per consistenza e qualit\u00e0, all\u2019uso convenuto, il canone determinato ai sensi dei commi precedenti pu\u00f2 essere maggiorato fino ad un massimo del 30 per cento<sup>(1)<\/sup>. (<i>Omissis<\/i>)\u00a0<sup>(2)<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Vedi l\u2019<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_359-92_(art_11).htm\">art. 11, d.l. 11 luglio 1992, n. 333, conv. in l. 8 agosto 1992, n. 359<\/a>.<br \/>\n(2) Comma abrogato dall\u2019art. 1, d.l. 13 settembre 1991, n. 299, conv. in l. 18 novembre 1991, n. 363.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 13<\/strong><br \/>\n<em>Superficie convenzionale<\/em><\/p>\n<p>La superficie convenzionale \u00e8 data dalla somma dei seguenti elementi:<\/p>\n<ol>\n<li>l\u2019intera superficie dell\u2019unit\u00e0 immobiliare;<\/li>\n<li>il 50 per cento della superficie delle autorimesse singole;<\/li>\n<li>il 20 per cento della superficie del posto macchina in autorimesse di uso comune;<\/li>\n<li>il 25 per cento della superficie di balconi, terrazze, cantine ed altri accessori simili;<\/li>\n<li>il 15 per cento della superficie scoperta di pertinenza dell\u2019immobile in godimento esclusivo del conduttore;<\/li>\n<li>il 10 per cento della superficie condominiale a verde nella misura corrispondente alla quota millesimale dell\u2019unit\u00e0 immobiliare. \u00e8 detratto il 30 per cento dalla superficie dei vani con altezza utile inferiore a metri 1.70.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Le superfici di cui alle lettere a), b) e d) si misurano al netto dei muri perimetrali e di quelli interni. L\u2019elemento di cui alla lettera e) entra nel computo della superficie convenzionale fino ad un massimo non eccedente la superficie di cui alla lettera a). Alla superficie di cui alla lettera a) si applicano i seguenti coefficienti:<\/p>\n<ol>\n<li>1,00 per l\u2019unit\u00e0 immobiliare di superficie superiore a metri quadrati 70;<\/li>\n<li>1,10 per l\u2019unit\u00e0 immobiliare di superficie compresa fra metri quadrati 46 e metri quadrati 70<sup>(<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_392-78.htm#13_1\">1<\/a>)<\/sup>;<\/li>\n<li>1,20 per l\u2019unit\u00e0 immobiliare inferiore a metri quadrati 46<sup>(<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_392-78.htm#13_1\">1<\/a>)<\/sup>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>I coefficienti di cui alle lettere b) e c) del quinto comma non si applicano agli immobili il cui stato di conservazione e manutenzione \u00e8 scadente ai sensi dell\u2019articolo 21.<span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><strong>Note<\/strong>:(1)Con sentenza 18 giugno 1987, n. 236, la Corte cost. ha dichiarato:<\/p>\n<ol>\n<li>l\u2019illegittimit\u00e0 cost. della lett. b) del presente comma, nella parte in cui, mediante l\u2019applicazione dei coefficienti maggiorativi, consente che il canone relativo ad immobili di dimensioni inferiori ai 70,01 mq possa essere maggiore di quello previsto per immobili compresi nella fascia superiore, anzich\u00e9 equiparato a quello previsto per immobili di mq 70;<\/li>\n<li>l\u2019illegittimit\u00e0 cost. della lett. c) del presente comma, nella parte in cui, mediante l\u2019applicazione dei coefficienti maggiorativi, consente che il canone relativo ad immobili di dimensioni inferiori ai 46 mq possa essere maggiore di quello previsto per immobili compresi nella fascia superiore anzich\u00e9 equiparato a quello previsto per immobili di mq 46.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 14<\/strong><br \/>\n<em>Costo base<\/em><\/p>\n<p>Il costo base a metro quadrato per gli immobili, la cui costruzione \u00e8 stata ultimata entro il 31 dicembre 1975, \u00e8 fissato in:<\/p>\n<ol>\n<li>L. 250.000 per gli immobili situati in Piemonte, Valle d\u2019Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio;<\/li>\n<li>L. 225.000 per gli immobili situati in Campania, Abruzzi, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. La data di ultimazione dei lavori \u00e8 quella risultante dal certificato di abitabilit\u00e0 o, in mancanza, dal certificato di ultimazione dei lavori presentato agli uffici delle imposte, oppure quella comunque accertata.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 15<\/strong><br \/>\n<em>Coefficienti correttivi del costo base<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I coefficienti correttivi sono stabiliti in funzione del tipo, della classe demografica dei comuni, dell\u2019ubicazione, del livello di piano, della vetust\u00e0 e dello stato di conservazione e manutenzione dell\u2019immobile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 16<\/strong><br \/>\n<em>Tipologia<\/em><\/p>\n<p>In relazione alla tipologia si fa riferimento alla categoria catastale con i coefficienti risultanti dalla tabella seguente:<\/p>\n<ol>\n<li>2.00 per le abitazioni di tipo signorile (A\/1);<\/li>\n<li>1.25 per le abitazioni di tipo civile (A\/2);<\/li>\n<li>1.05 per le abitazioni di tipo economico (A\/3);<\/li>\n<li>0.80 per le abitazioni di tipo popolare (A\/4);<\/li>\n<li>0,50 per le abitazioni di tipo ultrapopolare (A\/5);<\/li>\n<li>0,70 per le abitazioni di tipo rurale (A\/6);<\/li>\n<li>1,40 per le abitazioni di tipo villini (A\/7);<\/li>\n<li>0,80 per le abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi (A\/11).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Qualora gli immobili non risultino censiti in catasto, ed ai soli fini del comma precedente, la categoria catastale viene stabilita dall\u2019ufficio tecnico erariale sulla base delle categorie catastali delle unit\u00e0 immobiliari che siano ubicate nella stessa zona censuaria ed abbiano caratteristiche analoghe. A tale fine gli interessati devono presentare all\u2019ufficio tecnico erariale competente per territorio apposita domanda corredata da una planimetria dell\u2019immobile con una sommaria descrizione dell\u2019edificio, delle rifiniture dell\u2019unit\u00e0 immobiliare locata nonch\u00e9 degli impianti in essa installati. L\u2019ufficio provvede entro novanta giorni dalla richiesta senza obbligo di sopralluogo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 17<\/strong><br \/>\n<em>Classe demografica dei comuni<\/em><\/p>\n<p>In relazione alla classe demografica si applicano i seguenti coefficienti:<\/p>\n<ol>\n<li>1,20 per gli immobili siti in comuni con popolazione superiore a 400.000 abitanti;<\/li>\n<li>1,10 per gli immobili siti in comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti;<\/li>\n<li>1,05 per gli immobili siti in comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti;<\/li>\n<li>0,95 per gli immobili siti in comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti;<\/li>\n<li>0,90 per gli immobili siti in comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti;<\/li>\n<li>0,80 per gli immobili siti in comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti. Il numero degli abitanti di un comune \u00e8 stabilito sulla base degli ultimi dati sulla popolazione residente pubblicati dall\u2019ISTAT.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 18<\/strong><br \/>\n<em>Ubicazione<\/em><\/p>\n<p>In relazione all\u2019ubicazione i consigli comunali dei comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti provvedono a ripartire il territorio comunale in cinque zone alle quali si applicano i coefficienti della tabella seguente:<\/p>\n<ol>\n<li>0,85 per la zona agricola;<\/li>\n<li>1 per la zona edificata periferica;<\/li>\n<li>1,20 per la zona edificata compresa fra quella periferica e il centro storico;<\/li>\n<li>1,20 per le zone di pregio particolare site nella zona edificata periferica o nella zona agricola;<\/li>\n<li>1,30 per il centro storico. I consigli comunali devono provvedere alla ripartizione del territorio comunale in zone entro tre mesi dall\u2019entrata in vigore della presente legge.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nei comuni con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti si applicano le perimetrazioni previste nell\u2019articolo 16 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, con i seguenti coefficienti:<\/p>\n<ol>\n<li>0,85 per la zona agricola;<\/li>\n<li>1 per il centro edificato;<\/li>\n<li>1,10 per il centro storico. All\u2019interno delle zone di cui alle lettere b), c) ed e) del primo comma ed alle lettere b) e c) del terzo comma i consigli comunali possono individuare edifici o comparti di edifici particolarmente degradati ai quali si applica il coefficiente 0,90 in sostituzione dei coefficienti suindicati.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 19<\/strong><br \/>\n<em>Livello di piano<\/em><\/p>\n<p>In relazione al livello di piano, limitatamente alle unit\u00e0 immobiliari situate in immobili costituiti da almeno tre piani fuori terra, si applicano i seguenti coefficienti:<\/p>\n<ol>\n<li>0,80 per le abitazioni situate al piano seminterrato;<\/li>\n<li>0,90 per le abitazioni situate al piano terreno;<\/li>\n<li>1,00 per le abitazioni situate nei piani intermedi e all\u2019ultimo piano;<\/li>\n<li>1,20 per le abitazioni situate al piano attico. Per le abitazioni situate al quarto piano e superiori di immobili sprovvisti di ascensore, i coefficienti previsti alle lettere c) e d) del comma precedente sono rispettivamente ridotti a 0,95 e 1,10.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 20<\/strong><br \/>\n<em>Vetust\u00e0<\/em><\/p>\n<p>In relazione alla vetust\u00e0 si applica un coefficiente di degrado per ogni anno decorrente dal sesto anno successivo a quello di costruzione dell\u2019immobile e stabilito nel modo seguente:<\/p>\n<ol>\n<li>1 per cento per i successivi quindici anni;<\/li>\n<li>0,50 per cento per gli ulteriori trenta anni. Se si \u00e8 proceduto a lavori di integrale ristrutturazione o di completo restauro dell\u2019unit\u00e0 immobiliare, anno di costruzione \u00e8 quello della ultimazione di tali lavori comunque accertato.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 21<\/strong><br \/>\n<em>Stato di conservazione e manutenzione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In relazione allo stato di conservazione e manutenzione dell\u2019immobile si applicano i seguenti coefficienti:<\/p>\n<ol style=\"font-weight: 400;\">\n<li>1,00 se lo stato \u00e8 normale;<\/li>\n<li>0,80 se lo stato \u00e8 mediocre;<\/li>\n<li>0,60 se lo stato \u00e8 scadente. Per la determinazione dello stato di conservazione e manutenzione si tiene conto dei seguenti elementi propri dell\u2019unit\u00e0 immobiliare:\n<ol>\n<li>pavimenti;<\/li>\n<li>pareti e soffitti;<\/li>\n<li>infissi;<\/li>\n<li>impianto elettrico;<\/li>\n<li>impianto idrico e servizi igienico-sanitari;<\/li>\n<li>impianto di riscaldamento; nonch\u00e9 dei seguenti elementi comuni:\n<ol>\n<li>accessi, scale e ascensore;<\/li>\n<li>facciate, coperture e parti comuni in genere.<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo stato dell\u2019immobile si considera mediocre qualora siano in scadenti condizioni tre degli elementi di cui sopra, dei quali due devono essere propri dell\u2019unit\u00e0 immobiliare. Lo stato dell\u2019immobile si considera scadente qualora siano in scadenti condizioni almeno quattro degli elementi di cui sopra, dei quali tre devono essere propri dell\u2019unit\u00e0 immobiliare. Lo stato dell\u2019immobile si considera scadente in ogni caso se l\u2019unit\u00e0 immobiliare non dispone di impianto elettrico o dell\u2019impianto idrico con acqua corrente nella cucina e nei servizi, ovvero se non dispone di servizi igienici privati o se essi sono comuni a pi\u00f9 unit\u00e0 immobiliari. Il Ministro dei lavori pubblici, con suo decreto da emanarsi entro tre mesi dalla entrata in vigore della presente legge, indicher\u00e0 analiticamente gli elementi di valutazione fissati nei commi precedenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 22<\/strong><br \/>\n<em>Immobili ultimati dopo il 31 dicembre 1975<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per gli immobili adibiti ad uso di abitazione che sono stati ultimati dopo il 31 dicembre 1975, il costo base di produzione a metro quadrato \u00e8 fissato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con quello di grazia e giustizia, sentito il Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 31 marzo di ogni anno e da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Il costo base di produzione \u00e8 determinato, anche in misura differenziata per regione o per gruppi di regioni, tenendo conto:<\/p>\n<ol style=\"font-weight: 400;\">\n<li>dei costi di produzione dell\u2019edilizia convenzionata;<\/li>\n<li>dell\u2019incidenza del contributo di concessione;<\/li>\n<li>del costo dell\u2019area, che non potr\u00e0 essere superiore al 25 per cento del costo di produzione;<\/li>\n<li>degli oneri di urbanizzazione che gravano sul costruttore.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Se, ai fini dell\u2019imposta sul valore aggiunto o di quella di registro o di altra imposizione fiscale, ovvero relativamente agli oneri delle assicurazioni obbligatorie o in base ad altre documentazioni di origine pubblica, risultano costi maggiori di quelli indicati nel decreto ai sensi delle lettere a), b) e d) del comma precedente, il costo base si modifica nei singoli casi, tenendo conto di tali maggiori costi. Il costruttore, in quanto di sua spettanza, \u00e8 tenuto a fornire al proprietario tali dati, se la richiesta venga fatta anteriormente al primo trasferimento dell\u2019immobile; in tal caso gli stessi elementi dovranno essere comunicati agli uffici del catasto edilizio urbano. Agli effetti di cui sopra non si tiene comunque conto del valore dell\u2019immobile accertato ai fini dell\u2019imposta di registro relativa al suo trasferimento a qualsiasi titolo, in quanto il valore di riferimento per la determinazione del canone \u00e8 quello dei costi come sopra definiti. Ai fini della determinazione del canone di locazione per gli immobili urbani ultimati dopo il 31 dicembre 1975, al costo base, determinato a norma del presente articolo, si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 15 a 21; nelle ipotesi di cui al precedente comma non si applicano i coefficienti previsti nell\u2019articolo 16 nei casi in cui il maggior costo riguardi il costo di produzione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 23<\/strong><br \/>\n<em>Riparazioni straordinarie<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quando si eseguano sull\u2019immobile importanti ed improrogabili opere necessarie per conservare ad esso la sua destinazione o per evitare maggiori danni che ne compromettano l\u2019efficienza in relazione all\u2019uso a cui \u00e8 adibito, o comunque opere di straordinaria manutenzione di rilevante entit\u00e0, il locatore pu\u00f2 chiedere al conduttore che il canone risultante dall\u2019applicazione degli articoli precedenti venga integrato con un aumento non superiore all\u2019interesse legale sul capitale impiegato nelle opere e nei lavori effettuati, dedotte le indennit\u00e0 e i contributi di ogni natura che il locatore abbia percepito o che successivamente venga a percepire per le opere eseguite. L\u2019aumento decorre dalla data in cui sono state ultimate le opere, se la richiesta \u00e8 fatta entro trenta giorni dalla data stessa; in caso diverso decorre dal primo giorno del mese successivo al ricevimento della richiesta. Le disposizioni dei commi precedenti sono applicabili anche quando il locatore venga assoggettato a contributi di miglioria per trasformazioni urbane nella zona in cui \u00e8 situato l\u2019immobile. Le controversie derivanti dall\u2019applicazione del presente articolo sono decise con le modalit\u00e0 indicate negli articoli 43 e seguenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 24<\/strong><br \/>\n<em>Aggiornamento del canone<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per gli immobili ad uso d\u2019abitazione il canone di locazione definito ai sensi degli articoli da 12 a 23 \u00e8 aggiornato ogni anno in misura pari al 75 per cento della variazione, accertata dall\u2019ISTAT dell\u2019indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nell\u2019anno precedente. L\u2019aggiornamento del canone decorrer\u00e0 dal mese successivo a quello in cui ne viene fatta richiesta con lettera raccomandata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 25<\/strong><br \/>\n<em>Adeguamento del canone<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ciascuna delle parti, in ogni momento del rapporto contrattuale, ha diritto all\u2019adeguamento del canone in relazione all\u2019eventuale mutamento degli elementi di cui agli articoli 13 e 15, escluso il parametro relativo alla vetust\u00e0 che si applica al momento del rinnovo contrattuale. L\u2019adeguamento del canone avr\u00e0 effetto dal mese successivo a quello durante il quale sia stato richiesto mediante lettera raccomandata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 26<\/strong><br \/>\n<em>Ambito di applicazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le disposizioni di cui al presente capo non si applicano:<\/p>\n<ol style=\"font-weight: 400;\">\n<li>alle locazioni stipulate per soddisfare esigenze abitative di natura transitoria, salvo che il conduttore abiti stabilmente nell\u2019immobile per motivi di lavoro o di studio;<\/li>\n<li>alle locazioni relative ad alloggi costruiti a totale carico dello Stato per i quali si applica il canone sociale determinato in base alle disposizioni vigenti;<\/li>\n<li>alle locazioni relative ad alloggi soggetti alla disciplina dell\u2019edilizia convenzionata<sup>(<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_392-78.htm#26_1\">1<\/a>)<\/sup>;<\/li>\n<li>alle locazioni relative ad immobili inclusi nelle categorie catastali A\/8 e A\/9. Le disposizioni di cui agli articoli da 12 a 25 non si applicano alle locazioni concernenti gli immobili siti in comuni che al censimento del 1971 avevano popolazione residente fino a 5.000 abitanti qualora, nel quinquennio precedente la entrata in vigore della presente legge, e successivamente ogni quinquennio, la popolazione residente non abbia subito variazioni in aumento, o comunque l\u2019aumento percentuale sia stato inferiore a quello medio nazionale, secondo i dati pubblicati dall\u2019ISTAT. Il comune provvede a dare pubblica notizia della condizione di cui al precedente comma e delle eventuali variazioni.<\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span>Note:(1)La Corte cost., con sentenza 11 febbraio 1988, n. 155, ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. della presente lettera, nella parte in cui non dispone che il canone di locazione degli immobili soggetti alla disciplina dell\u2019edilizia convenzionata non deve comunque superare il canone che risulterebbe dall\u2019applicazione delle disposizioni del titolo I, capo I, della presente legge.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Capo II<br \/>\nLocazione di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello di abitazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 27<\/strong><br \/>\n<em>Durata della locazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>modificato dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_9-07.htm#art.7\">art. 7 della legge 9\/2007<\/a><\/em><\/p>\n<p><i><\/i>La durata delle locazioni e sublocazioni di immobili urbani non pu\u00f2 essere inferiore a sei anni se gli immobili sono adibiti ad una delle attivit\u00e0 appresso indicate:<\/p>\n<ol>\n<li>industriali, commerciali e artigianali;<\/li>\n<li>di interesse turistico comprese tra quelle di cui all\u2019articolo 2 della legge 12 marzo 1968, n. 326.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La disposizione di cui al comma precedente si applica anche ai contratti relativi ad immobili adibiti all\u2019esercizio abituale e professionale di qualsiasi attivit\u00e0 di lavoro autonomo. La durata della locazione non pu\u00f2 essere inferiore a nove anni se l\u2019immobile, anche se ammobiliato, \u00e8 adibito ad attivit\u00e0 alberghiere. Se \u00e8 convenuta una durata inferiore o non \u00e8 convenuta alcuna durata, la locazione si intende pattuita per la durata rispettivamente prevista nei commi precedenti. Il contratto di locazione pu\u00f2 essere stipulato per un periodo pi\u00f9 breve qualora l\u2019attivit\u00e0 esercitata o da esercitare nell\u2019immobile abbia, per sua natura, carattere transitorio. Se la locazione ha carattere stagionale, il locatore \u00e8 obbligato a locare l\u2019immobile, per la medesima stagione dell\u2019anno successivo, allo stesso conduttore che gliene abbia fatta richiesta con lettera raccomandata prima della scadenza del contratto. L\u2019obbligo del locatore ha la durata massima di sei anni consecutivi o di nove se si tratta di utilizzazione alberghiera. \u00e9 in facolt\u00e0 delle parti consentire contrattualmente che il conduttore possa recedere in qualsiasi momento dal contratto dandone avviso al locatore, mediante lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della data in cui il recesso deve avere esecuzione. Indipendentemente dalle previsioni contrattuali il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, pu\u00f2 recedere in qualsiasi momento dal contratto con preavviso di almeno sei mesi da comunicarsi con lettera raccomandata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 28<\/strong><br \/>\n<em>Rinnovazione del contratto<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>modificato dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_9-07.htm#art.7\">art. 7 della legge 9\/2007<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per le locazioni di immobili nei quali siano esercitate le attivit\u00e0 indicate nei commi primo e secondo dell\u2019articolo 27, il contratto si rinnova tacitamente di sei anni in sei anni, e per quelle di immobili adibiti ad attivit\u00e0 alberghiere, di nove anni in nove anni; tale rinnovazione non ha luogo se sopravviene disdetta da comunicarsi all\u2019altra parte, a mezzo di lettera raccomandata, rispettivamente almeno 12 o 18 mesi prima della scadenza. Alla prima scadenza contrattuale, rispettivamente di sei o di nove anni, il locatore pu\u00f2 esercitare la facolt\u00e0 di diniego della rinnovazione soltanto per i motivi di cui all\u2019articolo 29 con le modalit\u00e0 e i termini ivi previsti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 29<\/strong><br \/>\n<em>Diniego di rinnovazione del contratto alla prima scadenza.<\/em><\/p>\n<p>Il diniego della rinnovazione del contratto alla prima scadenza di cui all\u2019articolo precedente \u00e8 consentito al locatore ove egli intenda:<\/p>\n<ol>\n<li>adibire l\u2019immobile ad abitazione propria o del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta;<\/li>\n<li>adibire l\u2019immobile all\u2019esercizio, in proprio o da parte del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta, di una delle attivit\u00e0 indicate nell\u2019articolo 27, o, se si tratta di pubbliche amministrazioni, enti pubblici o di diritto pubblico, all\u2019esercizio di attivit\u00e0 tendenti al conseguimento delle loro finalit\u00e0 istituzionali;<\/li>\n<li>demolire l\u2019immobile per ricostruirlo, ovvero procedere alla sua integrale ristrutturazione o completo restauro, ovvero eseguire su di esso un intervento sulla base di un programma comunale pluriennale di attuazione ai sensi delle leggi vigenti. Nei casi suddetti il possesso della prescritta licenza o concessione \u00e8 condizione per l\u2019azione di rilascio; gli effetti del provvedimento di rilascio si risolvono se, prima della sua esecuzione, siano scaduti i termini della licenza o della concessione e quest\u2019ultima non sia stata nuovamente disposta;<\/li>\n<li>ristrutturare l\u2019immobile al fine di rendere la superficie dei locali adibiti alla vendita conforme a quanto previsto nell\u2019articolo 12 della legge 11 giugno 1971, n. 426 e ai relativi piani comunali, sempre che le opere da effettuarsi rendano incompatibile la permanenza del conduttore nell\u2019immobile.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Anche in tal caso il possesso della prescritta licenza o concessione \u00e8 condizione per l\u2019azione di rilascio; gli effetti del provvedimento di rilascio si risolvono alle condizioni previste nella precedente lettera c). Per le locazioni di immobili adibiti all\u2019esercizio di albergo, pensione o locanda, anche se ammobiliati, il locatore pu\u00f2 negare la rinnovazione del contratto nelle ipotesi previste dall\u2019articolo 7 della legge 2 marzo 1963, n. 191, modificato dall\u2019articolo 4-bis del decreto-legge 27 giugno 1967, n. 460, convertito, con modificazioni, nella legge 28 luglio 1967, n. 628, qualora l\u2019immobile sia oggetto di intervento sulla base di un programma comunale pluriennale di attuazione ai sensi delle leggi vigenti. Nei casi suddetti il possesso della prescritta licenza o concessione \u00e8 condizione per l\u2019azione di rilascio. Gli effetti del provvedimento di rilascio si risolvono alle condizioni previste nella precedente lettera c). Il locatore pu\u00f2 altres\u00ec negare la rinnovazione se intende esercitare personalmente nell\u2019immobile o farvi esercitare dal coniuge o da parenti entro il secondo grado in linea retta la medesima attivit\u00e0 del conduttore, osservate le disposizioni di cui all\u2019art. 5 della L. 2 marzo 1963, n. 191, modificato dall\u2019art. 4-bis del D.L. 27 giugno 1967, n. 460, convertito, con modificazioni, nella L. 28 luglio 1967, n. 628. Ai fini di cui ai commi precedenti il locatore, a pena di decadenza, deve dichiarare la propria volont\u00e0 di conseguire, alla scadenza del contratto, la disponibilit\u00e0 dell\u2019immobile locato; tale dichiarazione deve essere effettuata, con lettera raccomandata, almeno 12 o 18 mesi prima della scadenza, rispettivamente per le attivit\u00e0 indicate nei commi primo e secondo dell\u2019articolo 27 e per le attivit\u00e0 alberghiere. Nella comunicazione deve essere specificato, a pena di nullit\u00e0, il motivo, tra quelli tassativamente indicati nei commi precedenti, sul quale la disdetta \u00e8 fondata. Se il locatore non adempie alle prescrizioni di cui ai precedenti commi il contratto s\u2019intende rinnovato a norma dell\u2019articolo precedente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 30<\/strong><br \/>\n<em>Procedura per il rilascio<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Avvenuta la comunicazione di cui al terzo comma dell\u2019articolo 29 e prima della data per la quale \u00e8 richiesta la disponibilit\u00e0 ovvero quando tale data sia trascorsa senza che il conduttore abbia rilasciato l\u2019immobile, il locatore pu\u00f2 convenire in giudizio il conduttore, osservando le norme previste dall\u2019art. 447-bis del codice di procedura civile<sup>(<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_392-78.htm#30_1\">1<\/a>)<\/sup>. (<i>Omissis<\/i>)<sup>(<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_392-78.htm#30_2\">2<\/a>)<\/sup>.<br \/>\nCompetente per territorio \u00e8 il giudice nella cui circoscrizione \u00e8 posto l\u2019immobile. Sono nulle le clausole derogative dalla competenza per territorio. Alla prima udienza, se il convenuto compare e non si oppone, il giudice ad istanza del locatore, pronunzia ordinanza di rilascio per la scadenza di cui alla comunicazione prevista dall\u2019articolo 29. L\u2019ordinanza costituisce titolo esecutivo e definisce il giudizio. Nel caso di opposizione del convenuto il giudice esperisce il tentativo di conciliazione. Se il tentativo riesce viene redatto verbale che costituisce titolo esecutivo. In caso contrario o nella contumacia del convenuto si procede a norma dell\u2019articolo 420 e seguenti del codice di procedura civile. Il giudice, su istanza del ricorrente, alla prima udienza e comunque in ogni stato del giudizio, valutate le ragioni addotte dalle parti e le prove raccolte, pu\u00f2 disporre il rilascio dell\u2019immobile con ordinanza costituente titolo esecutivo.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong>:(1)Comma cos\u00ec modificato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477, e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673. Fino a tale data il riferimento all\u2019art. 447-bis c.p.c. deve intendersi effettuato all\u2019art. 46 della presente legge.(2)Comma abrogato dall\u2019art. 6, l. 30 luglio 1984, n. 399 e successivamente abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 31<\/strong><br \/>\n<em>Sanzioni<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il locatore che abbia ottenuto la disponibilit\u00e0 dell\u2019immobile per uno dei motivi previsti dall\u2019art. 29 e che, nel termine di sei mesi dall\u2019avvenuta consegna, non abbia adibito l\u2019immobile ad abitazione propria, del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta, o non abbia adibito l\u2019immobile ad esercizio in proprio di una delle attivit\u00e0 indicate all\u2019art. 27, ovvero non abbia rispettato i termini della concessione o quelli del piano comunale di intervento per quanto attiene l\u2019inizio dei lavori di demolizione, ricostruzione, ristrutturazione o restauro dell\u2019immobile ovvero, in caso di immobili adibiti ad esercizio di albergo, pensione o locanda, non abbia completato i lavori di ricostruzione nel termine stabilito dal Ministero del turismo e dello spettacolo, \u00e8 tenuto, se il conduttore lo richiede, al ripristino del contratto, salvi i diritti acquistati da terzi in buona fede, e al rimborso delle spese di trasloco e degli altri oneri sopportati, ovvero al risarcimento del danno nei confronti del conduttore in misura non superiore a quarantotto mensilit\u00e0 del canone di locazione percepito prima della risoluzione del contratto, oltre alle indennit\u00e0 previste ai sensi dell\u2019art. 34. Il giudice, oltre a determinare il ripristino o il risarcimento del danno, ordina al locatore il pagamento di una somma da L. 500.000 a L. 2.000.000 da devolvere al comune nel cui territorio \u00e8 sito l\u2019immobile, ad integrazione del fondo sociale previsto dal titolo III della presente legge.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 32<\/strong><br \/>\n<em>Aggiornamento del canone<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le parti possono convenire che il canone di locazione sia aggiornato annualmente su richiesta del locatore per eventuali variazioni del potere di acquisto della lira. Le variazioni in aumento del canone non possono essere superiori al 75 per cento di quelle, accertate dall\u2019ISTAT, dell\u2019indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai contratti di locazione stagionale<sup>(1)<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo cos\u00ec sostituito dall\u2019art. 1, comma 9-sexies, d.l. 7 febbraio 1985, n. 12, conv. in l. 5 aprile 1985, n. 118<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 33<\/strong><br \/>\n<em>Canone delle locazioni stagionali<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il canone delle locazioni stagionali pu\u00f2 essere aggiornato con le modalit\u00e0 di cui all\u2019articolo 32.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 34<\/strong><br \/>\n<em>Indennit\u00e0 per la perdita dell\u2019avviamento<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In caso di cessazione del rapporto di locazione relativo agli immobili di cui all\u2019articolo 27, che non sia dovuta a risoluzione per inadempimento o disdetta o recesso del conduttore o a una delle procedure previste dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, il conduttore ha diritto, per le attivit\u00e0 indicate ai numeri 1) e 2) dell\u2019articolo 27, ad una indennit\u00e0 pari a 18 mensilit\u00e0 dell\u2019ultimo canone corrisposto; per le attivit\u00e0 alberghiere l\u2019indennit\u00e0 \u00e8 pari a 21 mensilit\u00e0. Il conduttore ha diritto ad una ulteriore indennit\u00e0 pari all\u2019importo di quelle rispettivamente sopra previste qualora l\u2019immobile venga, da chiunque, adibito all\u2019esercizio della stessa attivit\u00e0 o di attivit\u00e0 incluse nella medesima tabella merceologica che siano affini a quella gi\u00e0 esercitata dal conduttore uscente ed ove il nuovo esercizio venga iniziato entro un anno dalla cessazione del precedente. L\u2019esecuzione del provvedimento di rilascio dell\u2019immobile \u00e8 condizionata dall\u2019avvenuta corresponsione dell\u2019indennit\u00e0 di cui al primo comma. L\u2019indennit\u00e0 di cui al secondo comma deve essere corrisposta all\u2019inizio del nuovo esercizio. Nel giudizio relativo alla spettanza ed alla determinazione dell\u2019indennit\u00e0 per la perdita dell\u2019avviamento, le parti hanno l\u2019onere di quantificare specificatamente la entit\u00e0 della somma reclamata o offerta e la corresponsione dell\u2019importo indicato dal conduttore, o, in difetto, offerto dal locatore o comunque risultante dalla sentenza di primo grado, consente, salvo conguaglio all\u2019esito del giudizio, l\u2019esecuzione del provvedimento di rilascio dell\u2019immobile (1) (2)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Comma aggiunto dall\u2019art. 9, d.l. 30 dicembre 1988, n. 551, conv. in l. 21 febbraio 1989, n. 61.<br \/>\n(2) La Corte cost., con sentenza 14 dicembre 1989, n. 542, ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del presente articolo, nella parte in cui non prevede i provvedimenti della Pubblica Amministrazione tra le cause di cessazione del rapporto di locazione che escludono il diritto del conduttore alla indennit\u00e0 per la perdita dell\u2019avviamento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 35<\/strong><br \/>\n<em>Limiti<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le disposizioni di cui all\u2019articolo precedente non si applicano in caso di cessazione di rapporti di locazione relativi ad immobili utilizzati per lo svolgimento di attivit\u00e0 che non comportino contatti diretti con il pubblico degli utenti e dei consumatori nonch\u00e9 destinati all\u2019esercizio di attivit\u00e0 professionali, ad attivit\u00e0 di carattere transitorio, ed agli immobili complementari o interni a stazioni ferroviarie, porti, aeroporti, aree di servizio stradali o autostradali, alberghi e villaggi turistici.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 36<\/strong><br \/>\n<em>Sublocazione e cessione del contratto di locazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il conduttore pu\u00f2 sublocare l\u2019immobile o cedere il contratto di locazione anche senza il consenso del locatore, purch\u00e9 venga insieme ceduta o locata l\u2019azienda, dandone comunicazione al locatore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Il locatore pu\u00f2 opporsi, per gravi motivi, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Nel caso di cessione, il locatore, se non ha liberato il cedente, pu\u00f2 agire contro il medesimo qualora il cessionario non adempia le obbligazioni assunte. Le indennit\u00e0 previste dall\u2019articolo 34 sono liquidate a favore di colui che risulta conduttore al momento della cessazione effettiva della locazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 37<\/strong><br \/>\n<em>Successione nel contratto<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto coloro che, per successione o per precedente rapporto risultante da atto di data certa anteriore alla apertura della successione, hanno diritto a continuarne l\u2019attivit\u00e0. In caso di separazione legale o consensuale, di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il contratto di locazione si trasferisce al coniuge, anche se non conduttore, che continui nell\u2019immobile la stessa attivit\u00e0 gi\u00e0 ivi esercitata assieme all\u2019altro coniuge prima della separazione legale o consensuale ovvero prima dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio. Se l\u2019immobile \u00e8 adibito all\u2019uso di pi\u00f9 professionisti, artigiani o commercianti e uno solo di essi \u00e8 titolare del contratto, in caso di morte gli succedono nel contratto, in concorso con gli aventi diritto di cui ai commi precedenti, gli altri professionisti, artigiani o commercianti. Nelle ipotesi di recesso del titolare del contratto, succedono nello stesso gli altri professionisti, artigiani o commercianti. In tal caso il locatore pu\u00f2 opporsi alla successione nel contratto, per gravi motivi, con le modalit\u00e0 di cui all\u2019articolo precedente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 38<\/strong><br \/>\n<em>Diritto di prelazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel caso in cui il locatore intenda trasferire a titolo oneroso l\u2019immobile locato, deve darne comunicazione al conduttore con atto notificato a mezzo di ufficiale giudiziario. Nella comunicazione devono essere indicati il corrispettivo, da quantificare in ogni caso in denaro, le altre condizioni alle quali la compravendita dovrebbe essere conclusa e l\u2019invito ad esercitare o meno il diritto di prelazione. Il conduttore deve esercitare il diritto di prelazione entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione, con atto notificato al proprietario a mezzo di ufficiale giudiziario, offrendo condizioni uguali a quelle comunicategli. Ove il diritto di prelazione sia esercitato, il versamento del prezzo di acquisto, salvo diversa condizione indicata nella comunicazione del locatore, deve essere effettuato entro il termine di trenta giorni decorrenti dal sessantesimo giorno successivo a quello dell\u2019avvenuta notificazione della comunicazione da parte del proprietario, contestualmente alla stipulazione del contratto di compravendita o del contratto preliminare. Nel caso in cui l\u2019immobile risulti locato a pi\u00f9 persone, la comunicazione di cui al primo comma deve essere effettuata a ciascuna di esse. Il diritto di prelazione pu\u00f2 essere esercitato congiuntamente da tutti i conduttori, ovvero, qualora taluno vi rinunci, dai rimanenti o dal rimanente conduttore. L\u2019avente titolo che, entro trenta giorni dalla notificazione di cui al primo comma, non abbia comunicato agli altri aventi diritto la sua intenzione di avvalersi della prelazione, si considera avere rinunciato alla prelazione medesima. Le norme del presente articolo non si applicano nelle ipotesi previste dall\u2019articolo 732 del codice civile, per le quali la prelazione opera a favore dei coeredi, e nella ipotesi di trasferimento effettuato a favore del coniuge o dei parenti entro il secondo grado.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 39<\/strong><br \/>\n<em>Diritto di riscatto<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Qualora il proprietario non provveda alla notificazione di cui all\u2019articolo precedente, o il corrispettivo indicato sia superiore a quello risultante dall\u2019atto di trasferimento a titolo oneroso dell\u2019immobile, l\u2019avente diritto alla prelazione pu\u00f2, entro sei mesi dalla trascrizione del contratto, riscattare l\u2019immobile dall\u2019acquirente e da ogni altro successivo avente causa. Ove sia stato esercitato il diritto di riscatto, il versamento del prezzo deve essere effettuato entro il termine di tre mesi che decorrono, quando non vi sia opposizione al riscatto, dalla prima udienza del relativo giudizio, o dalla ricezione dell\u2019atto notificato con cui l\u2019acquirente o successivo avente causa comunichi prima di tale udienza di non opporsi al riscatto. Se per qualsiasi motivo, l\u2019acquirente o successivo avente causa faccia opposizione al riscatto, il termine di tre mesi decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 40<\/strong><br \/>\n<em>Diritto di prelazione in caso di nuova locazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il locatore che intende locare a terzi l\u2019immobile, alla scadenza del contratto rinnovato ai sensi dell\u2019articolo 28, deve comunicare le offerte al conduttore, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, almeno sessanta giorni prima della scadenza. Tale obbligo non ricorre quando il conduttore abbia comunicato che non intende rinnovare la locazione e nei casi di cessazione del rapporto di locazione dovuti a risoluzione per inadempimento o recesso del conduttore o ad una delle procedure previste dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, relative al conduttore medesimo. Il conduttore ha diritto di prelazione se, nelle forme predette ed entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al primo comma, offra condizioni uguali a quelle comunicategli dal locatore. Egli conserva tale diritto anche nel caso in cui il contratto tra il locatore e il nuovo conduttore sia sciolto entro un anno, ovvero quando il locatore abbia ottenuto il rilascio dell\u2019immobile non intendendo locarlo a terzi, e, viceversa, lo abbia concesso in locazione entro i sei mesi successivi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 41<\/strong><br \/>\n<em>Norme applicabili<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ai contratti previsti nell\u2019articolo 27 si applicano le disposizioni degli articoli da 7 a 11. Le disposizioni di cui agli articoli 38, 39 e 40 non si applicano ai rapporti di locazione di cui all\u2019articolo 35.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 42<\/strong><br \/>\n<em>Destinazione degli immobili a particolari attivit\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I contratti di locazione e sublocazione di immobili urbani adibiti ad attivit\u00e0 ricreative, assistenziali, culturali e scolastiche, nonch\u00e9 a sede di partiti o di sindacati, e quelli stipulati dallo Stato o da altri enti pubblici territoriali in qualit\u00e0 di conduttori, hanno la durata di cui al primo comma dell\u2019articolo 27. A tali contratti si applicano le disposizioni degli articoli 32 e 41, nonch\u00e9 le disposizioni processuali di cui al titolo I capo III, ed il preavviso per il rilascio di cui all\u2019articolo 28.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Capo III<br \/>\nDisposizioni processuali<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 43<\/strong><br \/>\n<em>Improcedibilit\u00e0 della domanda<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p><i><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 44<\/strong><br \/>\n<em>Tentativo obbligatorio di conciliazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 45<\/strong><br \/>\n<em>Ricorso al giudice<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Fino al termine del giudizio il conduttore \u00e8 obbligato a corrispondere, salvo conguaglio, l\u2019importo non contestato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) L\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, ha abrogato i commi da 1 a 4 del presente articolo a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 46<\/strong><br \/>\n<em>Rinvio alle norme relative al procedimento sulle controversie individuali di lavoro<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00a0omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 47<\/strong><br \/>\n<em>Poteri istruttori del giudice<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 48<\/strong><br \/>\n<em>Passaggio dal rito ordinario al rito speciale<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 49<\/strong><br \/>\n<em>Passaggio dal rito speciale al rito ordinario<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 50<\/strong><br \/>\n<em>Incompetenza del giudice<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 51<\/strong><br \/>\n<em>Delle impugnazioni<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 52<\/strong><br \/>\n<em>Cambiamento del rito in appello<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 53<\/strong><br \/>\n<em>Consulente tecnico in appello<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">omissis<sup>(1)<\/sup><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo abrogato dall\u2019art. 89, l. 26 novembre 1990, n. 353, a far data dal 30 aprile 1995, ai sensi dell\u2019art. 2, l. 4 dicembre 1992, n. 477 e dell\u2019art. 3, d.l. 7 ottobre 1994, n. 571, conv. in l. 6 dicembre 1994, n. 673.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 54<\/strong><br \/>\n<em>Clausola compromissoria<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8\u00a0nulla la clausola con la quale le parti stabiliscono che le controversie relative alla determinazione del canone siano decise da arbitri.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 55<\/strong><br \/>\n<em>Termine per il pagamento dei canoni scaduti<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La morosit\u00e0 del conduttore nel pagamento dei canoni o degli oneri di cui all\u2019articolo 5 pu\u00f2 essere sanata in sede giudiziale per non pi\u00f9 di tre volte nel corso di un quadriennio se il conduttore alla prima udienza versa l\u2019importo dovuto per tutti i canoni scaduti e per gli oneri accessori maturati sino a tale data, maggiorato degli interessi legali e delle spese processuali liquidate in tale sede dal giudice. Ove il pagamento non avvenga in udienza, il giudice, dinanzi a comprovate condizioni di difficolt\u00e0 del conduttore, pu\u00f2 assegnare un termine non superiore a giorni novanta. In tal caso rinvia l\u2019udienza a non oltre dieci giorni dalla scadenza del termine assegnato. La morosit\u00e0 pu\u00f2 essere sanata, per non pi\u00f9 di quattro volte complessivamente nel corso di un quadriennio, ed il termine di cui al secondo comma \u00e8 di centoventi giorni, se l\u2019inadempienza, protrattasi per non oltre due mesi, \u00e8 conseguente alle precarie condizioni economiche del conduttore, insorte dopo la stipulazione del contratto e dipendenti da disoccupazione, malattie o gravi, comprovate condizioni di difficolt\u00e0. Il pagamento, nei termini di cui ai commi precedenti, esclude la risoluzione del contratto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 56<\/strong><br \/>\n<em>Modalit\u00e0 per il rilascio<br \/>\n<\/em>(modificato dall\u2019<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_269-04.htm#art_7-bis\">art. 7-bis della legge 269\/2004<\/a>)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Col provvedimento che dispone il rilascio, il giudice, tenuto conto delle disposizioni del conduttore e del locatore e delle ragioni per le quali viene disposto il rilascio stesso, fissa anche la data della esecuzione entro il termine massimo di mesi sei ovvero, in casi eccezionali, di mesi dodici dalla data del provvedimento. Nelle ipotesi di cui all\u2019articolo 55 per il caso in cui il conduttore non provveda al pagamento nel termine assegnato, la data dell\u2019esecuzione non pu\u00f2 essere fissata oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine concesso per il pagamento. Trascorsa inutilmente la data fissata, il locatore promuove l\u2019esecuzione ai sensi degli articoli 605 e seguenti del codice di procedura civile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 57<\/strong><br \/>\n<em>Esenzioni fiscali ed onorari professionali<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi alle controversie in materia di locazione il cui valore non eccede le lire 600.000, nonch\u00e9 i provvedimenti di cui all\u2019articolo 44, sono esenti dall\u2019imposta di bollo e di registro; negli stessi casi gli onorari di avvocato e procuratore sono ridotti alla met\u00e0. \u00e9 abrogata ogni altra disposizione incompatibile con la presente legge<sup>(1)<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo cos\u00ec sostituito dall\u2019art. 6, l. 30 luglio 1984, n. 399.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>TITOLO\u00a0 II<br \/>\nDISCIPLINA TRANSITORIA<\/strong><\/p>\n<p>Capo I<br \/>\nContratti di locazione di immobili adibiti ad uso di abitazione<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 58<\/strong><br \/>\n<em>Durata dei contratti in corso soggetti a proroga<\/em><\/p>\n<p>I contratti di locazione e sublocazione di immobili urbani adibiti ad uso di abitazione e soggetti a proroga secondo la legislazione vigente si considerano prorogati ed hanno la durata prevista nell\u2019articolo 1 con le seguenti decorrenze:<\/p>\n<ol>\n<li>dal 1\u00b0 gennaio 1979, per i contratti stipulati anteriormente al 31 dicembre 1952;<\/li>\n<li>dal 1\u00b0 luglio 1979, per i contratti stipulati fra il 1\u00b0 gennaio 1953 ed il 7 novembre 1963;<\/li>\n<li>dal 1\u00b0 gennaio 1980, per i contratti stipulati dopo il 7 novembre 1963<sup>(1)<\/sup>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) La Corte cost., con sentenza 27 febbraio 1980, n. 22, ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del combinato disposto degli artt. 58, 59, n. 1 e 65 della presente legge, nella parte in cui esclude il diritto di recesso per necessit\u00e0 del locatore dei contratti in corso alla data del 30 luglio 1978 e non soggetti a proroga. Con successiva sentenza 28 luglio 1983, n. 250, la Corte cost. ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del combinato disposto degli artt. 58, 59 nn. 2, 3, 6 e 8 nonch\u00e9 65 della presente legge, nella parte in cui esclude il diritto di recesso del locatore, per i motivi indicati nel cit. art. 59 nn. 2, 3, 6 e 8, dai contratti in corso alla data del 30 luglio 1978 e non soggetti a proroga; la stessa Corte ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del combinato disposto degli artt. 58, 59 nn. 4, 5 e 7 nonch\u00e9 65 della presente legge, nella parte in cui esclude il diritto di recesso del locatore, per i motivi indicati nel cit. art. 59 nn. 4, 5 e 7 dai contratti in corso alla data del 30 luglio 1978 e non soggetti a proroga.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 59<\/strong><br \/>\n<em>Recesso del locatore<\/em><\/p>\n<p>Nei casi di cui all\u2019articolo precedente il locatore pu\u00f2 recedere in ogni momento dal contratto dandone comunicazione al conduttore mediante lettera raccomandata e con un preavviso di almeno sei mesi:<\/p>\n<ol>\n<li>quando abbia la necessit\u00e0, verificatasi dopo la costituzione del rapporto locatizio, di destinare l\u2019immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, del coniuge o dei parenti in linea retta entro il secondo grado;<\/li>\n<li>quando, volendo disporre dell\u2019immobile per abitazione propria, del coniuge o dei propri parenti in linea retta fino al secondo grado oppure quando, trattandosi di ente pubblico o comunque con finalit\u00e0 pubbliche sociali, mutualistiche, cooperativistiche, assistenziali o di culto che voglia disporre dell\u2019immobile per l\u2019esercizio delle proprie funzioni, offra al conduttore altro immobile idoneo per cui sia dovuto un canone di locazione proporzionato alle condizioni del conduttore medesimo e comunque non superiore del 20 per cento al canone del precedente immobile e assuma a suo carico le spese di trasloco. Quando l\u2019opposizione del conduttore all\u2019azione del locatore risulti infondata, questi potr\u00e0 essere esonerato dalle spese di trasloco;<\/li>\n<li>quando l\u2019immobile locato sia compreso in un edificio gravemente danneggiato che debba essere ricostruito o del quale debba essere assicurata la stabilit\u00e0 e la permanenza del conduttore impedisca di compiere gli indispensabili lavori;<\/li>\n<li>quando il proprietario intenda demolire o trasformare notevolmente l\u2019immobile locato per eseguire nuove costruzioni o, trattandosi di appartamento sito all\u2019ultimo piano, quando intenda eseguire sopraelevazioni a norma di legge, e per eseguire sia indispensabile per ragioni tecniche lo sgombero dell\u2019appartamento stesso;<\/li>\n<li>quando l\u2019immobile locato sia di interesse artistico o storico, ai sensi della legge 1\u00b0 giugno 1939, n. 1089, nel caso in cui la competente sovraintendenza riconosca necessario ed urgente che si proceda a riparazioni o restauri, la cui esecuzione sia resa impossibile dallo stato di occupazione dell\u2019immobile;<\/li>\n<li>quando il conduttore pu\u00f2 disporre di altra abitazione idonea alle proprie esigenze familiari nello stesso comune ovvero in un comune confinante;<\/li>\n<li>quando il conduttore, avendo sublocato parzialmente l\u2019immobile, non lo occupa nemmeno in parte, con continuit\u00e0. Si presume l\u2019esistenza della sublocazione quando l\u2019immobile risulta occupato da persone che non sono alle dipendenze del conduttore o che non sono a questo legate da vincoli di parentela o di affinit\u00e0 entro il quarto grado, salvo che si tratti di ospiti transitori. La presunzione non si applica nei confronti delle persone che si sono trasferite nell\u2019immobile assieme al conduttore;<\/li>\n<li>quando il conduttore non occupa continuativamente l\u2019immobile senza giustificato motivo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nelle ipotesi di cui ai numeri 4) e 5) del precedente comma, il possesso della licenza o concessione \u00e8 condizione per l\u2019azione di rilascio. Gli effetti del provvedimento di rilascio si risolvono alle condizioni previste nella lettera c) dell\u2019articolo 29. Alla procedura per il rilascio dell\u2019immobile si applicano le norme di cui ai precedenti articoli 30 e 56<sup>(<a href=\"http:\/\/www.sicet.it\/pages\/normativa\/leggi\/leggi_nazionali\/legge_392-78.htm#59_1\">1<\/a>)<\/sup>.<br \/>\nNote:(1)La Corte Cost., con sentenza 27 febbraio 1980, n. 22, ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del combinato disposto degli artt. 58, 59, n. 1 e 65 della presente legge, nella parte in cui esclude il diritto di recesso per necessit\u00e0 del locatore dei contratti in corso alla data del 30 luglio 1978 e non soggetti a proroga. Con successiva sentenza 28 luglio 1983, n. 250, la Corte cost. ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del combinato disposto degli artt. 58, 59 nn. 2, 3, 6 e 8 nonch\u00e9 65 della presente legge, nella parte in cui esclude il diritto di recesso del locatore, per i motivi indicati nel cit. art. 59 nn. 2, 3, 6 e 8, dai contratti in corso alla data del 30 luglio 1978 e non soggetti a proroga; la stessa Corte ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del combinato disposto degli artt. 58, 59 nn. 4, 5 e 7 nonch\u00e9 65 della presente legge, nella parte in cui esclude il diritto di recesso del locatore, per i motivi indicati nel cit. art. 59 nn. 4, 5 e 7 dai contratti in corso alla data del 30 luglio 1978 e non soggetti a proroga.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 60<\/strong><br \/>\n<em>Ripristino del rapporto e risarcimento del danno<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il provvedimento che dispone il rilascio dell\u2019immobile in conseguenza dell\u2019esercizio da parte del locatore del diritto di recesso, perde efficacia se il locatore, nel termine di sei mesi da quando ha riacquistato la disponibilit\u00e0 dell\u2019immobile non lo adibisca all\u2019uso per il quale aveva agito ovvero, nei casi di cui ai numeri 3), 4) e 5) dell\u2019articolo 59, non inizi, nel suddetto termine, i lavori per i quali \u00e8 stata rilasciata licenza o concessione. Il conduttore ha diritto, nei confronti del locatore e dei suoi aventi causa, al ripristino del contratto di locazione, salvi i diritti acquisiti dai terzi in buona fede, e al rimborso delle spese di trasloco e degli altri oneri sopportati, ovvero a sua scelta il risarcimento del danno da determinarsi dal giudice in misura non inferiore a 12 e non superiore a 48 mensilit\u00e0 del canone, oltre ad un equo indennizzo per le spese di trasloco. Il giudice, oltre a determinare il ripristino o il risarcimento, ordina al locatore il pagamento di una somma da L. 500.000 a L. 2.000.000 da devolvere al comune nel cui territorio \u00e8 sito l\u2019immobile, ad integrazione del fondo sociale di cui al titolo III della presente legge.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 61<\/strong><br \/>\n<em>Acquirente dell\u2019immobile locato<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La facolt\u00e0 di recesso nel caso previsto da n. 1) dell\u2019articolo 59 non pu\u00f2 essere esercitata da chi ha acquistato l\u2019immobile per atto tra vivi finch\u00e9 non siano decorsi almeno due anni dalla data dell\u2019acquisto. Il termine \u00e8 ridotto ad un anno se nei confronti dell\u2019acquirente \u00e8 in corso un procedimento di rilascio non dovuto a morosit\u00e0 ovvero se l\u2019acquirente \u00e8 cittadino emigrato in un paese straniero in qualit\u00e0 di lavoratore e intenda rientrare in Italia per risiedervi stabilmente. Quando l\u2019immobile \u00e8 stato donato a causa di matrimonio o costituito in fondo patrimoniale e il matrimonio sia stato celebrato, il termine di cui al primo comma si computa dal giorno in cui il dante causa ha acquistato il diritto sull\u2019immobile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 62<\/strong><br \/>\n<em>Canone dei contratti soggetti a proroga<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il canone di cui agli articoli 12 e 24 si applica ai contratti previsti nell\u2019articolo 58 dall\u2019inizio del sesto anno a decorrere dalla entrata in vigore dalla presente legge ed il canone \u00e8 adeguato in relazione all\u2019eventuale mutamento degli elementi di cui agli articoli 13 e 15. Fino alla data suddetta il canone di locazione corrisposto dal conduttore, calcolato al netto degli oneri accessori, pu\u00f2 essere aumentato a richiesta del locatore, a decorrere dal primo giorno del quarto mese successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, nella misura del 20 per cento all\u2019anno per i primi due anni e del 15 per cento all\u2019anno per gli anni successivi della differenza risultante tra il canone definito ai sensi dell\u2019articolo 12 ed il canone attualmente corrisposto. Se il canone attualmente corrisposto \u00e8 superiore a quello definito ai sensi dell\u2019articolo 12 si applicano le disposizioni dello stesso articolo 12 e quelle dell\u2019articolo 24 a partire dal primo giorno del quarto mese successivo alla entrata in vigore della presente legge. Ove alcuni parametri, coefficienti o altri elementi necessari per la determinazione del canone a norma dell\u2019articolo 12 non siano noti in tempo utile gli adeguamenti del canone di locazione di cui ai precedenti commi si applicano tenendo conto di tutti gli altri elementi noti, salvo i conguagli che decorreranno in ogni caso dalle date di cui ai commi precedenti. Le parti possono liberamente concordare modalit\u00e0 diverse sempre che il canone definito non superi quello risultante dall\u2019applicazione degli articoli 12 e 24.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 63<\/strong><br \/>\n<em>Aggiornamento del canone dei contratti in corso soggetti a proroga<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per i primi due anni a decorrere dalla entrata in vigore della presente legge il canone di locazione relativo ai contratti previsti nell\u2019articolo 58 non \u00e8 aggiornato per gli effetti di cui all\u2019articolo 24. Dall\u2019inizio del terzo anno il canone di locazione \u00e8 aggiornato in base alla variazione, accertata dall\u2019ISTAT, dell\u2019indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati verificatasi nell\u2019anno precedente. Se le variazioni sono in aumento, di esse si applica soltanto: il 20 per cento dall\u2019inizio del terzo anno; il 40 per cento dall\u2019inizio del quarto anno; il 60 per cento dall\u2019inizio del quinto anno; il 75 per cento dall\u2019inizio del sesto anno. In ogni caso con l\u2019integrale applicazione dell\u2019equo canone l\u2019aggiornamento di cui all\u2019articolo 24 si applica nella intera misura ivi prevista.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 64<\/strong><br \/>\n<em>Particolari contratti soggetti a proroga<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ai contratti di locazione di cui all\u2019articolo 26, comma primo, lettera d) e comma secondo, soggetti a proroga secondo la legislazione vigente, si applicano per la durata le disposizioni dell\u2019articolo 58. Fino al termine di tale durata il canone pu\u00f2 essere modificato a richiesta del locatore mediante aggiornamento annuale, in base al 75 per cento della variazione, accertata dall\u2019ISTAT, dell\u2019indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 65<\/strong><br \/>\n<em>Contratti in corso non soggetti a proroga<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le disposizioni degli articoli 1 e 3 si applicano anche ai contratti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e non soggetti a proroga, detraendosi, per la determinazione della durata prevista all\u2019articolo 1 il tempo gi\u00e0 trascorso dall\u2019inizio della locazione o, in caso di intervenuto rinnovo contrattuale, dalla data di esso. La disposizione di cui al comma precedente si applica anche ai contratti per i quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, \u00e8 in corso procedimento per convalida di licenza o di sfratto per finita locazione. Il canone di cui agli articoli 12 e 24 si applica ai contratti di cui al presente articolo a partire dall\u2019inizio del secondo anno a decorrere dall\u2019entrata in vigore della presente legge, ed il canone \u00e8 adeguato in relazione all\u2019eventuale mutamento degli elementi di cui agli articoli 13 e 15. Fino alla data suddetta il canone di locazione corrisposto dal conduttore, calcolato al netto degli oneri accessori, pu\u00f2 essere aumentato su richiesta del locatore a decorrere dal primo giorno del quarto mese successivo a quello di entrata in vigore della presente legge nella misura del 50 per cento della differenza risultante fra il canone definito ai sensi dell\u2019articolo 12 ed il canone attualmente corrisposto. Se il canone attualmente corrisposto \u00e8 superiore a quello definito ai sensi dell\u2019articolo 12 si applicano le disposizioni dello stesso articolo 12 e quelle dell\u2019articolo 24 a partire dal primo giorno del quarto mese successivo all\u2019entrata, in vigore della presente legge. Ai contratti di locazione di cui all\u2019articolo 26, comma primo, lettera d) e comma secondo, non soggetti a proroga, si applicano le disposizioni di cui ai commi primo e secondo del presente articolo. Fino alla scadenza di cui al primo comma il canone pu\u00f2 essere modificato, su richiesta del locatore, soltanto mediante aggiornamento annuale, in base al 75 per cento della variazione, accertata dall\u2019ISTAT, dell\u2019indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nell\u2019anno precedente<sup>(1)<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) La Corte cost., con sentenza 27 febbraio 1980, n. 22, ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del combinato disposto degli artt. 58, 59, n. 1 e 65 della presente legge, nella parte in cui esclude il diritto di recesso per necessit\u00e0 del locatore dei contratti in corso alla data del 30 luglio 1978 e non soggetti a proroga. Con successiva sentenza 28 luglio 1983, n. 250, la Corte cost. ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del combinato disposto degli artt. 58, 59 nn. 2, 3, 6 e 8 nonch\u00e9 65 della presente legge, nella parte in cui esclude il diritto di recesso del locatore, per i motivi indicati nel cit. art. 59 nn. 2, 3, 6 e 8, dai contratti in corso alla data del 30 luglio 1978 e non soggetti a proroga; la stessa Corte ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del combinato disposto degli artt. 58, 59 nn. 4, 5 e 7 nonch\u00e9 65 della presente legge, nella parte in cui esclude il diritto di recesso del locatore, per i motivi indicati nel cit. art. 59 nn. 4, 5 e 7 dai contratti in corso alla data del 30 luglio 1978 e non soggetti a proroga.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 66<\/strong><br \/>\n<em>Oneri accessori conglobati nel canone<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli oneri accessori che, nei rapporti in corso, siano stati posti a carico del conduttore e conglobati nel canone, non possono essere computati in misura superiore al 10 per cento del canone pattuito, qualora il contraente interessato non ne provi l\u2019importo effettivo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Capo II<br \/>\nContratti di locazione di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A<strong>rt. 67<\/strong><br \/>\n<em>Contratti in corso soggetti a proroga<\/em><\/p>\n<p>I contratti di locazione di cui all\u2019articolo 27 in corso al momento dell\u2019entrata in vigore della presente legge e soggetti a proroga secondo la legislazione vigente si considerano prorogati ed hanno la seguente durata:<\/p>\n<ol>\n<li>anni 4, i contratti stipulati prima del 31 dicembre 1964;<\/li>\n<li>anni 5, i contratti stipulati tra il 1\u00b0 gennaio 1965 ed il 31 dicembre 1973;<\/li>\n<li>anni 6, i contratti stipulati dopo il 31 dicembre 1973.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La durata di cui sopra decorre dal giorno e dal mese, successivi alla entrata in vigore della presente legge, corrispondenti a quelli di scadenza previsti nel contratto di locazione; ove tale determinazione non sia possibile, dallo stesso giorno di entrata in vigore della presente legge. \u00e9 in facolt\u00e0 delle parti di stipulare anche prima della scadenza sopra prevista un nuovo contratto di locazione secondo le disposizioni del capo II, titolo I, della presente legge.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 68<\/strong><br \/>\n<em>Aumenti del canone<\/em><\/p>\n<p>Nei contratti di locazione o sublocazione di cui al precedente articolo il canone corrisposto dal conduttore, calcolato al netto degli oneri accessori, pu\u00f2 essere a richiesta del locatore, aumentato a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di entrata in vigore della presente legge per il restante periodo di durata del contratto, nelle misure seguenti:<\/p>\n<ol>\n<li>non superiore al 15 per cento all\u2019anno, per i contratti stipulati anteriormente al 31 dicembre 1964;<\/li>\n<li>non superiore al 10 per cento all\u2019anno per i contratti stipulati fra il 1\u00b0 gennaio 1965 ed il 31 dicembre 1973;<\/li>\n<li>non superiore al 5 per cento all\u2019anno per i contratti stipulati dopo il 31 dicembre 1973.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 69<\/strong><br \/>\n<em>Diritto di prelazione in caso di nuova locazione e indennit\u00e0 per l\u2019avviamento commerciale<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nei contratti di locazione di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione, di cui agli articoli 67 e 71 della presente legge, il locatore comunica, mediante raccomandata con avviso di ricevimento da inviarsi entro il 28 febbraio 1987, se ed a quali condizioni intende proseguire la locazione ovvero le condizioni offerte da terzi per la locazione dell\u2019immobile. L\u2019obbligo ricorre anche quando il locatore non intende proseguire nella locazione per i motivi indicati all\u2019articolo 29. Tale obbligo non ricorre quando il conduttore abbia comunicato al locatore che non intende rinnovare la locazione e nei casi di cessazione del rapporto per inadempimento o recesso del conduttore o qualora sia in corso una delle procedure previste dal R.D. 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, a carico del conduttore medesimo. Il conduttore deve rendere noto al locatore, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al primo comma, se intende proseguire la locazione alle nuove condizioni. Il conduttore ha diritto di prelazione se, entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al primo comma, offre condizioni uguali a quelle comunicategli dal locatore. Egli conserva tale diritto anche nell\u2019ipotesi di cui al quarto comma dell\u2019art. 40. Il conduttore, se non accetta le condizioni offerte dal locatore ovvero non esercita la prelazione, ha diritto ad un compenso pari a 24 mensilit\u00e0, ovvero a trenta per le locazioni con destinazione alberghiera, del canone richiesto dal locatore od offerto dal terzo. Se il locatore non intende proseguire nella locazione il conduttore pu\u00f2, entro trenta giorni dalla comunicazione del locatore o in mancanza di questa, se dovuta, dalla scadenza del termine di cui al primo comma, offrire un nuovo canone, impegnandosi a costituire, all\u2019atto del rinnovo e per la durata del contratto, una polizza assicurativa oppure una fidejussione bancaria per una somma pari a 12 mensilit\u00e0 del canone offerto. Se il locatore non intende proseguire nella locazione sulla base delle condizioni offerte al conduttore \u00e8 dovuta l\u2019indennit\u00e0 per l\u2019avviamento commerciale nella misura di 24 mensilit\u00e0, ovvero di 30 per le locazioni con destinazione alberghiera, del canone offerto ai sensi del comma precedente. In mancanza dell\u2019offerta del nuovo canone da parte del conduttore nonch\u00e9 nei casi di rilascio dell\u2019immobile per i motivi di cui all\u2019art. 29 salvo quelli di cui al primo comma, lettera a), \u00e8 dovuta l\u2019indennit\u00e0 per avviamento commerciale nella misura di 21 mensilit\u00e0, ovvero di 25 per le locazioni con destinazione alberghiera, del canone corrente di mercato per i locali aventi le stesse caratteristiche. In caso di rilascio dell\u2019immobile per i motivi di cui all\u2019art. 29, primo comma, lettera a), la predetta indennit\u00e0 \u00e8 calcolata con riferimento al canone corrisposto. L\u2019indennit\u00e0 dovuta \u00e8 complessivamente di 24 mensilit\u00e0, ovvero di 32 per le locazioni con destinazione alberghiera, nei casi di cui al secondo comma dell\u2019art. 34. L\u2019esecuzione del provvedimento di rilascio dell\u2019immobile \u00e8 condizionata all\u2019avvenuta corresponsione dell\u2019indennit\u00e0 di cui ai precedenti commi sesto, ottavo e nono. Per i contratti di cui agli articoli 67 e 71 le disposizioni del presente articolo sono sostitutive di quelle degli articoli 34 e 40. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai contratti relativi ad immobili utilizzati per lo svolgimento di attivit\u00e0 di cui all\u2019art. 27, primo comma, che non comportano contatti diretti con il pubblico degli utenti e dei consumatori, di attivit\u00e0 professionali e di attivit\u00e0 di cui all\u2019art. 42. In tali casi, il compenso spettante al conduttore ai sensi dei precedenti commi sesto, ottavo e nono, \u00e8 limitato a dodici mensilit\u00e0. Il compenso non \u00e8 dovuto qualora il locatore intenda ottenere la disponibilit\u00e0 dell\u2019immobile per i motivi di cui all\u2019art. 29 (1).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) Articolo cos\u00ec sostituito dall\u2019art. 1, d.l. 9 dicembre 1986, n. 832, conv. in l. 6 febbraio 1987, n. 15. La Corte cost., con sentenza 3 giugno 1992, n. 242, ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del presente articolo, nella parte in cui non prevede che l\u2019obbligo del locatore di corrispondere al conduttore la indennit\u00e0 per l\u2019avviamento commerciale non ricorre quando causa di cessazione del rapporto \u00e8 un provvedimento della pubblica Amministrazione che esclude indefinitamente la utilizzazione economica dell\u2019immobile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 70<\/strong><br \/>\n<em>Immobili destinati a particolari attivit\u00e0 soggetti a proroga<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ai contratti di locazione di cui all\u2019articolo 42 si applicano le disposizioni degli articoli 67 e 68.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 71<\/strong><br \/>\n<em>Contratti in corso non soggetti a proroga<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le disposizioni degli articoli 27 e 42, primo comma, si applicano anche in contratti in corso al momento dell\u2019entrata in vigore della presente legge e non soggetti a proroga legale, detraendosi, per la determinazione della durata prevista in detta disposizione, il periodo di locazione gi\u00e0 trascorso dall\u2019inizio della locazione o, in caso di intervenuto rinnovo contrattuale, dalla data di esso. La durata non pu\u00f2 comunque essere inferiore a due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai contratti di cui sopra per i quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, \u00e8 in corso procedimento per convalida di licenza o di sfratto. Il canone potr\u00e0 essere aggiornato annualmente su richiesta del locatore dal giorno della scadenza contrattualmente prevista, in base al 75 per cento della variazione, accertata dall\u2019ISTAT, dell\u2019indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati verificatasi nell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 72<\/strong><br \/>\n<em>Mutamento della destinazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I nuovi contratti di locazione di immobili il cui uso venga mutato da quello preesistente di abitazione non possono prevedere, per un periodo di quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un canone superiore a quello di cui agli articoli 12 e 24, tranne che siano intervenute radicali trasformazioni dell\u2019immobile stesso autorizzate ai sensi delle vigenti leggi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A<strong>rt. 73<\/strong><br \/>\n<em>Norme applicabili<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per i contratti previsti negli articoli 67, 70 e ferme restando le scadenze convenzionali, nell\u2019articolo 71, il locatore pu\u00f2 recedere in base ai motivi di cui all\u2019articolo 29 e con il preavviso di cui all\u2019articolo 59. Nei casi previsti dalle lettere a), e b) dell\u2019ultimo periodo del secondo comma dell\u2019articolo 29 tale facolt\u00e0 \u00e8 riconosciuta soltanto ove ricorra la necessit\u00e0 del locatore o del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta, verificatasi dopo la costituzione del rapporto locatizio. Si applicano le disposizioni degli articoli 30 e 31 e degli articoli da 35 a 39, nonch\u00e9 quelli dell\u2019articolo 69, settimo, ottavo e nono comma<sup>(1)<\/sup>.<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong>(<strong>1<\/strong>)Articolo cos\u00ec modificato dall\u2019art. 1-bis, d.l. 30 gennaio 1979, n. 21, conv. in l. 31 marzo 1979, n. 93. La Corte Cost., con sentenza 10 dicembre 1987, n. 562, ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del presente articolo nella parte in cui non richiama espressamente l\u2019obbligo di corrispondere l\u2019indennit\u00e0 per la perdita dell\u2019avviamento commerciale di cui all\u2019art. 69, settimo, ottavo e nono comma, della presente legge nel testo originario.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Capo III<br \/>\nDisposizioni processuali<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 74<\/strong><br \/>\n<em>Rinvio<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le disposizioni degli articoli da 43 a 57 sono applicabili alle locazioni previste nei capi I e II del presente titolo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>TITOLO III<br \/>\nFONDO SOCIALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 75<\/strong><br \/>\n<em>Istituzione del fondo sociale<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Presso il Ministero del tesoro \u00e8 istituito un fondo sociale per l\u2019integrazione dei canoni di locazione per i conduttori meno abbienti. Tale fondo \u00e8 costituito da un conto corrente infruttifero sul quale le regioni potranno prelevare le cifre messe a disposizione secondo le modalit\u00e0 di cui agli articoli seguenti. Il Ministro del bilancio riunisce annualmente la commissione interregionale di cui alla legge 16 maggio 1970, n. 281, e sottopone ad essa una proposta di ripartizione per regione della somma disponibile. Le proposte del Ministro e il parere della commissione sono rimesse al CIPE per le decisioni definitive.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 76<\/strong><br \/>\n<em>Ripartizione del fondo<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le regioni, con provvedimento del consiglio regionale, decidono entro un mese dalla ripartizione dei fondi, le modalit\u00e0 di distribuzione tra i vari comuni tenendo conto delle esigenze esistenti in ciascuno di essi. Le somme cos\u00ec ripartite devono servire a concorrere al pagamento degli aumenti del canone di locazione per i conduttori meno abbienti. Di norma i comuni, nell\u2019ambito degli stanziamenti assegnati destineranno le somme secondo i seguenti criteri:<\/p>\n<ol style=\"font-weight: 400;\">\n<li>il reddito annuo complessivo, riferito alla somma dei redditi imputati al conduttore ed alle altre persone cui lui abitualmente conviventi, non sia superiore complessivamente all\u2019importo di due pensioni minime INPS per la generalit\u00e0 dei lavoratori per nuclei familiari costituiti da uno o due componenti;<\/li>\n<li>al momento dell\u2019entrata in vigore della presente legge, i conduttori siano intestatari del contratto di affitto dell\u2019alloggio, che, per ubicazione, tipologia e superficie, deve essere strettamente necessario alle esigenze del conduttore e delle persone con lui abitualmente conviventi;<\/li>\n<li>i conduttori abbiano ricevuto per effetto dell\u2019entrata in vigore della presente legge, richiesta di aumento del canone di locazione attualmente corrisposto.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 77<\/strong><br \/>\n<em>Integrazione del canone<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019integrazione consister\u00e0 nella corresponsione di un contributo annuo non superiore all\u201980 per cento dell\u2019aumento del canone di locazione conseguente all\u2019applicazione dell\u2019equo canone, secondo l\u2019entit\u00e0 e le modalit\u00e0 definite dalla presente legge. Il contributo di cui al comma precedente non pu\u00f2 in ogni caso essere superiore alla somma annua di L. 200.000. Ai conduttori che usufruiscono del contributo integrativo \u00e8 fatto divieto di procedere alla sublocazione dell\u2019immobile locato a pena di decadenza del contributo medesimo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 78<\/strong><br \/>\n<em>Copertura finanziaria<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La spesa di lire 240 miliardi derivante dall\u2019applicazione del presente titolo sar\u00e0 iscritta nello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro in ragione di lire 15 miliardi nell\u2019anno 1978, di lire 25 miliardi nell\u2019anno 1979, di lire 35 miliardi nell\u2019anno 1980, di lire 45 miliardi nell\u2019anno 1981, di lire 55 miliardi nell\u2019anno 1982 e di lire 65 miliardi nell\u2019anno 1983. All\u2019onere di lire 15 miliardi relativo all\u2019anno finanziario 1978 si provvede con corrispondente riduzione del fondo speciale iscritto al capitolo 9001 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per l\u2019anno finanziario medesimo. Il Ministro del tesoro \u00e8 autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>TITOLO IV<br \/>\nDISPOSIZIONI FINALI<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 79<\/strong><br \/>\n<em>Patti contrari alla legge<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8\u00a0nulla ogni pattuizione diretta a limitare la durata legale del contratto o ad attribuire al locatore un canone maggiore rispetto a quello previsto dagli articoli precedenti ovvero ad attribuirgli altro vantaggio in contrasto con le disposizioni della presente legge. Il conduttore con azione proponibile fino a sei mesi dopo la riconsegna dell\u2019immobile locato, pu\u00f2 ripetere le somme sotto qualsiasi forma corrisposte in violazione dei divieti e dei limiti previsti dalla presente legge.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 80<\/strong><br \/>\n<em>Uso diverso da quello pattuito<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Se il conduttore adibisce l\u2019immobile ad un uso diverso da quello pattuito, il locatore pu\u00f2 chiedere la risoluzione del contratto entro tre mesi dal momento in cui ne ha avuto conoscenza e comunque entro un anno dal mutamento di destinazione<sup>(1)<\/sup>. Decorso tale termine senza che la risoluzione sia stata chiesta, al contratto si applica il regime giuridico corrispondente all\u2019uso effettivo dell\u2019immobile. Qualora la destinazione ad uso diverso da quello pattuito sia parziale, al contratto si applica il regime giuridico corrispondente all\u2019uso prevalente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(1) La Corte cost., con sentenza 18 febbraio 1988, n. 185, ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 cost. del presente comma, nella parte in cui dispone \u00abe comunque entro un anno dal mutamento di destinazione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 81<\/strong><br \/>\n<em>Pubblicazione dei dati ISTAT nella Gazzetta Ufficiale<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le variazioni dell\u2019indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertate dall\u2019ISTAT sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 82<\/strong><br \/>\n<em>Giudizi in corso<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ai giudizi in corso al momento dell\u2019entrata in vigore della presente legge continuano ad applicarsi ad ogni effetto le leggi precedenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 83<\/strong><br \/>\n<em>Relazione al Parlamento<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Ministro di grazia e giustizia, di concerto col Ministro dei lavori pubblici, ogni anno, a decorrere da quello successivo all\u2019entrata in vigore della presente legge, presenta al Parlamento, entro il 31 marzo, una relazione sulla applicazione del nuovo regime, delle locazioni, che consenta di valutarne tutti gli effetti, ai fini di ogni necessaria e tempestiva modificazione della presente legge.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 84<\/strong><br \/>\n<em>Abrogazione<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili con la presente legge.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Art. 85<\/strong><br \/>\n<em>Entrata in vigore<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TITOLO I Del contratto di locazione Capo I Locazione di immobili urbani adibiti ad uso di abitazione Art. 1 Durata della locazione La durata della locazione avente per oggetto immobili urbani per uso abitazione non pu\u00f2 essere inferiore a quattro anni. 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